sabato, 21 novembre 2009, ore
17:34
Anche se claudicante e incostante, torno a scrivere sul blog. E torno a scrivere le blasfemie che per diverso tempo ho lasciato andare. Visto che è da un pò che non posto nulla di "sovversivo" sul blog, credo sia il caso di oltraggiare un film che a molti sicuramente è piaciuto (non faccio magia, sono cose che ho letto sui vostri blog, ragazzi).
Parliamo di:
Revolutionary Road
Pellicola arrivata in sala da noi nel mese di gennaio 2009.
Diretta da un talentuoso (ma davvero talentuoso) regista premio Oscar e interpretato da due grossi attori: Kate Winslet e Leonardo DiCaprio.
Inoltre, era un film che aspettavo molto, dopo aver guardato svariate volte gli spot pubblicitari e i trailer.
Che premesse!
La Bestemmia
Già davvero grandi premesse per questo nuovo film di Sam Mendes (dopo il bel "Jarhead").
Ma il film non le soddisfa.
E si trasforma nel peggior prodotto di Mendes.
Dopo una prima mezz'ora ottima (e suggestiva), il film cala e va giù in picchiata senza arrestarsi nemmeno un pò. Prestazioni fasulle ahimè. Narrazione lentissima. E scene che fanno ridere.
Ma, oddio, non è che è un film comico e non lo sapevo?
Decisamente no, risponde l'omino seduto sulla poltrona davanti a me.
Ti stai sorbendo una bella pacchianata che vorrebbe essere d'autore ma che, pur avendo un vero autore, non riesce nel suo compito.
2 ore di stanchezza per visionare un prodotto fallito e irrisolto.
Il finale poi, è da gettare nel cestino della plastica.
Che gran peccato.
Provaci ancora, Sam.
Voto 5
AlDirektor
mercoledì, 04 novembre 2009, ore
19:55
In questo splendido mese (cinematograficamente parlando sia chiaro), solo 3 i film visti al cinema, ma cavolo, avercene di pellicole così! Non mi riferisco minimamente al Festival Internazionale del Film di Roma che di qualità non ne vuole sapere (generalmente parlando sia chiaro). In ogni caso, mese straricco di cinema.
Altro che se sono soddisfatto.
1. "Up" di Pete Docter e Bob Peterson
Film bellissimo di cui ho avuto modo di parlare in un'opinione più ampia.
Di sicuro rimarrà tra le pellicole migliori dell'anno. Ancora un grazie all'ormai adorata Pixar.
Voto 9,5
2. "Bastardi senza Gloria" di Quentin Tarantino
Ritorno alla riscossa del caro Tarantino. Film grandioso, piacevolissimo, ammiccante fino alla nausea (ma stavolta davvero più dello standard).
Ancora una volta, come al solito, manierista fino alla malattia.
Ma Tarantino lo amiamo per questo e non siamo qui a pretendere altro.
Pellicola di lusso in una filmografia già alta in media.
Indimenticabile "L'orso Ebreo" e il colonnello Hans Landa.
Voto 8,5
3. "Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo" di Terry Gilliam
Un altro dei ritorni importanti del 2009. Film già cult, in quanto testamento dell'attore Heath Ledger, scomparso prima della fine delle riprese e sostituito genialmente da tre suoi colleghi e amici: Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell. Ma a parte quello che già tutti sanno, il film merita assolutamente una visione, anche perchè, per chi lo segue, è una delle migliori pellicole di Terry Gilliam, regista incompreso per gran parte dei film realizzati. E l'interpretazione del cast va onorata come si deve. Tutti bravissimi.
Voto 8
AlDirektor
giovedì, 29 ottobre 2009, ore
23:05
Trama
Un Uomo che fin da piccolo desidera catapultarsi in un'avventura ai confini dell'immaginabile, dopo aver vissuto una intensissima e amorosa vita con la moglie, che ora lo ha lasciato da solo, sconsolato e vedovo, ma che ha ancora nella mente quel sogno portatosi dietro per tutta la vita. Spiccherà il volo grazie all'incontro (e al confronto) con un bambino che piomberà nella sua casa.
Commento
Film unico. Storia splendida. Cartone animato indimenticabile.
La Pixar mena fendenti ancora una volta con grande determinazione e grinta. Dopo aver realizzato probabilmente uno dei film più importanti della storia cinematografica, Wall-E, stavolta sembrava che la sua spettacolare e culturalmente alta verve dovesse, non dico crollare a picco eh, ma almeno calare un pochino. Sarebbe stata una normalissima cosa.
Ed invece rieccoci qui a parlare di un nuovo, grandissimo film sfornato dall'amatissima Pixar. Up è una pellicola che tocca vertici di lucidità e dolcezza altissimi, che della cultura fa la sua arma (raro caso direi eh) e del pubblico il suo commosso co-regista. Il film di Pete Docter (regista di "Monsters & Co", altra perla Disney Pixariana) e Bob Peterson riesce nell'impresa di trasformare cose banali (ma non solo) in momenti e riflessioni complesse, che ci ricordano cosa sia la vita, il sogno (tramite un progetto) e la vera avventura.
Un'avventura che raggruppa anzi, lega le prime due argomentazioni elencate: l'avventura del protagonista di "Up", Carl, è un viaggio (fantasticamente fantastico) che lo riporta a vivere attraverso un antico progetto che lo stesso Carl, da piccolo si è sempre portato nella mente.
Ma più semplicemente (riferendomi a questa spiegazione e non al film che semplice non è), come gli altri prodotti Pixar, è un'altalenante e verbosa metafora critica del mondo di oggi. Se "Wall-E" era (o meglio è) un'aspra analisi di un pessimo e desolante futuro (non lontano da qui in ogni caso), sovrastato da rifiuti e dall'assenza di essere umani, "Up" è una sottile critica ad un delirante e inguardabile presente, occupato (è un'intrusione insomma) da persone potenti che dei sogni e dei progetti se ne sbattono, dell'avventura pure, concentradosi ad osservare solo mazzette di banconote da 500 euro. E se ne sbattono della vita. Governare il mondo non è un bel mestiere e fortunatamente non ho la possibilità di poterlo fare un giorno.
Molto più probabilmente, se guardassi "il libro delle mie avventure", non mi accorgerei di possedere foto dove ci sono io che smanaccio a destra e sinistra, vengo arrestato o faccio festini, o pago milioni per servizi di cui dovrei vergognarmi di me stesso e della mia inesistente dignità.
Probabilmente il film lascia una vaga (e vana) speranza di un ritorno felice nella vita fuori dalla tanto adorata sala cinematografica.
Come se il film ci sussurrasse (dopo avercelo prima detto in maniera esplicita): Grazie per l'avventura. Ora vai e vivine un'altra. O almeno provaci cercando di aggrapparti a più palloncini possibili e volando Up.
Titolo film: Regia:
Up Pete Docter, Bob Peterson

Voto 9,5
AlDirektor
mercoledì, 14 ottobre 2009, ore
16:01
In questo periodo sto davvero perdendo colpi nell'aggiornamento del blog. Non ho più avuto occasione di scrivere un opinione su uno dei film usciti al cinema. Ma spero di tornare presto a farlo.
Ad ogni modo, parallelamente al periodo della Festa del Cinema di Roma (dal 14 al 23 ottobre 2009), questo blog quasi certamente rimarrà più che mai in "vacanza".
E nel frattempo il suo proprietario sarà alla Festa del Cinema in doppia veste quest'anno: Spettatore come sempre ma anche Addetto ai lavori. Di conseguenza il tempo a disposizione per stare sul web sarà scarsissimo.
Auguro un buon festival a chiunque di voi amici cineblogger parteciperà a questa edizione del Festival.
Saluti.
AlDirektor
sabato, 03 ottobre 2009, ore
12:13
Fiuuuu....per fortuna mi sono fatto trovare pronto allo start della nuova stagione cinematografica e sono tornato puntualmente in sala, con grande gioia del mio umore e dei miei occhi. Non che tutti i film visti meritano una lode, anzi, forse almeno uno è stata una delusione (molti potranno immaginare quale sia il film in questione) ma tutto sommato, è stata portata a termine la missione portante: tornare in sala dopo il desolante mese di agosto.
1. "Una notte da leoni" di Todd Phillips
E' un film uscito a giugno, ma che, per caso (ed anche dopo aver letto molte divertenti e divertite opinioni in giro), sono andato a vedere nel mese di settembre. Dio, ma quanto mi sono divertito! Sarà una stupidaggine, un filmetto americano per un target giovanile, ma fa morire dalle risate! Era un sacco di tempo che non mi divertivo così, particolare che, fa valutare il film molto meglio di quanto merita certamente.
Voto 8,5
2. "Ricatto d'amore" di Anne Fletcher
Come il precedente, film visto in una "serata al cinema". Film che, pur essendo quasi una copia carbone di tanti altri prodotti del genere, fa divertire e, cosa che valuto sempre positivamente, esclude la volgarità dalle battute. Simpatico.
Voto 6,5
3. "Basta che funzioni" di Woody Allen
E qui le opinioni iniziano a calare e ad essere un bel problema. Il ritorno di Allen non è niente di che, un filmetto banalotto e che non fa neanche ridere più di tanto, come invece erano riusciti molti suoi precedenti. Ciò mi fa ribadire che Allen, da "Match Point" (escludendo in parte "Scoop"), non azzecca più un film. Speriamo in un ritorno più riuscito.
Voto 6
4. "Baarìa" di Giuseppe Tornatore
Qui il giudizio deve essere un pò duro, anche perchè il nuovo film di Tornatore, alla fine è una delusione.
Non credo nemmeno di aver capito bene cosa abbia voluto fare con questa pellicola. Forse un Kolossal (non riuscito)? Forse un omaggio (non riuscito)? Forse la sua personale epopea (neanche lontanamente!)? Forse chissà.....Il film non è noioso, ma non esalta. Anche le musiche di Morricone appaiono stanche. Echeggiano la bellezza delle composizioni precedenti realizzate per Tornatore (per fare un esempio a "caso": "La leggenda del pianista sull'oceano").
Voto 6
5. "Il grande sogno" di Michele Placido
Chiudiamo col film più brutto del mese. Placido non sa che raccontare. E quel poco che ci dice, lo dice piuttosto male. Il '68 è rappresentato bruscamente, senza un tocco degno di un vero regista (che Placido comunque non è). Scamarcio consuma la bellezza di cinque amplessi in 100 minuti. La Trinca appare completamente nuda e ciò sembra una cosa insignificante. E' un film davvero sfocatissimo e senza energia.
Voto 4
AlDirektor
domenica, 27 settembre 2009, ore
22:21
"A proposito: se proprio vuoi saperlo,
è andato da quella parte...
Chi?...
Il Bianconiglio!...
Davvero?...
Davvero cosa?...
E' andato di là...
Ma chi?...
Oh, il coniglio bianco...
Quale coniglio?...
Ma non ha detto lei poco fa, cioè, oh cielo!"
Dialogo tra Alice e lo Stregatto
Titolo film: Alice nel Paese delle meraviglie
Titolo originale: Alice in wonderland
Regia: Clyde Geronimi, Hamilton Luske, Wilfred Jackson
Anno: 1951
AlDirektor
mercoledì, 16 settembre 2009, ore
22:55
Trama
Martina è una speciale assistente di anziani e bisognosi d'affetto. Di lei si innamora Maurizio, rumorista e doppiatore di cartoni animati. "Sopraffatto" dal suo lavoro e dal suo amore per questo lavoro, Maurizio inizierà a trasformarsi in un cartone animato.
Commento
Uno dei film italiani più misconosciuti in assoluto. Un gioiello, un piccolo (grande?) capolavoro italiano, datato inizio anni 90.
Padre di questa geniale creatura: Maurizio Nichetti. Conosciuto dal gentile pubblico per due soli dei suoi diversi lavori ("Ratataplan" e "Ladri di saponette"), ma troppe volte ignorato e lasciato marcire in un immeritato dimenticatoio.
Nichetti da una enorme prova d'autore con questo "Volere volare", dove riesce a coniugare intensamente (cosa già successa 11 anni prima in "Ho fatto splash", 1980) la sua straordinaria mimica, la sua intelligenza, le diverse grandi prove attoriali del cast e la sua unica e dolcissima poetica. Non è solo un film, ma anche un cartone animato. Cartone animato che, è parte integrante e anima dei film di Nichetti. A volte di più e a volte di meno. In questo caso di più. Per una parte del film assistiamo ad una magistrale realizzazione di tecnica mista: la realtà è fusa e miscelata ai disegni animati. E il merito di questa riuscita scelta, va accreditato anche a Guido Manuli, solito collaboratore alle animazioni dei film di Nichetti, qui promosso (giustamente, vista la potente componente animata del film) a Co-Regista, insieme ovviamente allo stesso Nichetti.
Ma il film è anche e soprattutto una storia d'amore, che potrebbe svelarsi come molte altre e che, al contrario, se ne distanzia parecchio, come a volersi tenere stretta la propria identità, senza rischiare di venir confusa con le (fin troppe) sue simili.
Storia d'amore che appare quasi come un girotondo, una ballata scherzosa e felice (come poche volte il cinema è riuscito a mostrare) dove i ballerini fluttuano nell'aria come in un sogno, ma vivamente ad occhi aperti. Non un momento volgare, un attimo di compiaciuto narcisismo; ma solo ritmo, eccellenti momenti e gag splendide (la cena di Nichetti all'inizio del film è da antologia, ma anche la colata di cioccolato sul corpo della bravissima Angela Finocchiaro è da ricordare).
Un sorriso, un emozione, un soprassalto, ma sempre con amore, gioia ed energia tanto eccellenti quanto rare.
Non credo che Nichetti voglia sentirsi dire grazie per ciò che ci ha dato e (lo spero tanto, col cuore) ci darà.
Ma, forse (senza fare la morale, è solo un pensiero), è il caso di riscoprirlo e donargli l'affetto che si merita.
Di cineasti così, silenziosi e poetici, non ce ne sono tanti, specialmente nel cinema italiano e, forse, è il caso di riconoscere questo pregio ad uno di quei pochi, ma reali.
Titolo film: Regia: Attori:
Volere Volare Maurizio Nichetti Angela Finocchiaro, Maurizio Nichetti

Voto 10
AlDirektor
domenica, 06 settembre 2009, ore
13:26
Oh, per la sesta Blasfemia avverrà per la prima volta l'effetto contrario alla precedenti puntate. Stavolta
esalterò come se fosse un gran film, una pellicola che in finale non è poi così grandiosa, ma che, ammetto,
mi ha coinvolto parecchio.
Parliamo di:
Hitch - Lui si che capisce le donne
Film made in USA (ovviamente visto che c'è Will Smith) uscito qualche anno fa, nel 2005 e che come tante commedie, ha parecchi stereotipi che lo rendono "uno dei tanti" film che escono ogni anno.
Interpretato da, come detto, Will Smith, uno degli attori più pagati di Hollywood (ma in ogni caso è bravo) e da quella bellezza di origine cubana di Eva Mendes. Ma, è da citare anche il bravissimo Kevin James.
La Bestemmia
Che il film non sia un capolavoro è fuori discussione, ovvio, ma ammetto che raramente mi sono divertito così tanto durante la visione di un film comico visto di recente al cinema.
Simpaticissimo e fortunatamente mai troppo volgare, è splendidamente perfetto per passare bene due ore al cinema, senza dover assistere ad una noiosa e più volte vista commedia sentimentale. Punti forti del racconto sono i tre attori sopra citati. Il simpatico Will Smith, dottor rimorchio, specializzato nell'aiutare gli uomini che hanno problemi con le donne; Eva Mendes, giornalista di gossip che farebbe di tutto per dissacrare gli uomini e soprattutto Kevin James, splendido imbranato e abile uomo impacciato che fra battute e situazioni esilaranti strappa risate per tutto il film.
Il merito ovviamente è anche di un'accorta regia e di una sceneggiatura ben formulata, questo senza ombra di dubbio.
Avete come sempre tutto il diritto (ma soprattutto il sacrosanto dovere) di mettere in discussione ciò che sto dicendo, ma, che vi devo dire, una volta tanto, questo è uno dei film "copia carbone" che mi è piaciuto parecchio. E sicuramente uno dei pochi.
Voto 8
AlDirektor
mercoledì, 02 settembre 2009, ore
22:31
Come fa intuire il titolo univoco di questo post, nel mese di agosto non ho visto nemmeno un misero film al cinema. Di conseguenza è ovvia l'assenza della Top Month su queste pagine.
Si spera, anzi è assolutamente certo viste le uscite, di recuperare nel mese di settembre.
Saluti.
AlDirektor
giovedì, 27 agosto 2009, ore
11:28
Trama
Siamo negli anni '30, ad Harlem. Due storie d'amore si incrociano tramite il locale "Cotton club".
Una coppia di bianchi ed una di neri, in un epoca dove il razzismo era alle stelle.
Ma in finale, 2 coppie che sembrano diverse, ma che sono più accostabili di quanto appaiono.
Commento
Cocktail di altissima qualità.
Vorrei un "Cotton club".
Con del ghiaccio? No così com'è.
E per favore, la cannuccia. Mica posso mandar giù tutto insieme.
Già perchè questo film va gustato, lentamente, con piacere e con pazienza.
Non conta il grado alcolico che portqa con sè, ma la diversità degli ingredienti che lo compongono.
Brillante nella storia e nel metodo con cui viene raccontata.
Ancora una volta F.F. Coppola conferma di avere un'innata personalità registica e una possente presa su un certo tipo di genere cinematografico: il Gangster-Movie.
Dopo quella innegabile saga capolavoro del Padrino (ma all'epoca di "Cotton club" mancava all'appello il terzo atto della storia), scritta con Mario Puzo, il grande regista Italo-Americano colpisce ancora il bersaglio con questo meraviglioso affresco epocale. Non assistiamo ad un semplice chi-sgarra-paga, ma ad un più complesso intreccio di moventi, reazioni e situazioni.
Tenuto in volo da una strepitosa colonna sonora curata da John Barry ed assistito da una splendida omogeneità di recitazione (su tutti il magnifico Bob Hoskins, proprietario del "Cotton club"), porta a termine la sua missione condannando, come da regolamento, chi ha osato troppo e tenendo felicemente in vita chi ha saputo rigare dritto. E non che questo sia un banale Happy End, ma più una sorta di senzazione felice che la pellicola lascia intrisa nello spettatore che lo studia. La cosa non varia se sei il protagonista o l'antagonista, ma se sei in grado di essere al centro di tutto, mostrando carisma al pubblico o fare la controparte, solitamente "cattiva". Brian De Palma, dimostra appunto questo nel suo "Carlito's Way", dove Al Pacino, pur essendo il protagonista della storia e mostrando l'anima agli spettatori, rimane anch'esso infettato dal mondo in cui vive.
E poi, a chi non appare un gaudente sorriso di fronte ai passi di Tip-tap del grande Gregory Hines, alternati ai colpi di mitragliatrice? Geniale invenzione di montaggio e quindi, di conseguenza, ritmica.
Forse è quella la più grande sequenza del film, o almeno, la più dinamica e la meno classica. E forse, se dovessimo tirare le somme di un film del genere, alcune delle cose che porteremmo sul podio sarebbero proprio quell'attimo di film dove scorgiamo una citazione di "Scarface" di Howard Hawks, i tanti momenti di dialogo (alcuni indimenticabili) e i pochi istanti d'amore fra i componenti delle coppie.
E che quel "confronto" che Coppola rende così tanto invadente ed evidente, tra la coppia di bianchi e quella di neri, sia solo una cornice alla violenza della storia, bè sorgono dei dubbi.
Il film gira attorno a queste coppie, divenendo la cornice entro la quale questi 4 personaggi danzano, rincorsi da nemici e problemi.
Tra i tanti, la coppia di colore (anche se ad Harlem, quartiere Nero, l'effetto era contrario), deve scontrarsi anche col razzismo in voga.
Negli anni '30 era così, in America.
Titolo film: Regia: Attori:
Cotton club Francis Ford Coppola Richard Gere, Gregory Hines, Diane Lane

Voto 9
AlDirektor